luglio 5 2004
Femmina
Animale dalle logiche sottili, istintiva.
Vanità sanguigna dalla pelle morbida
profumata e giocosa.
Così sono femmina sezionata come un'arancia,
spicchi di me, polposi e succulenti
lesta gatta privata del pelo, letizia. Perversa.
Signore di sassi e mare le mie gambe,
sinuose gemelle complici e irrequiete.
Mi svesto, cavando ogni giorno una maschera
e non é trucco ma solo vita ascendente.
Brucia, la bocca brucia, di parole, di umori,
di salive calde e ingorde.
Lecca, la lingua lecca gli aromi umani, per estasi,
lussuriosa indomita cacciatrice di porpora. Ingoia la gioia.
E quando l'indice percorre il corpo
fa solletico ai capezzoli per donarli
come due madri a figli non propri. Mai propri.
Se poi ti cingo, con la premura del mio sorriso
tu sai che sarò qui, sempre con un'altra me che
non si stancherà di amarti.
Perchè l'amore è un capriccio di corde e nodi
inutili margini per una luce che vuole andare
e ha bisogno di due me per continuare a respirare.
Allora osserva, le mie mani che santificano l'aria e
chiedono venia per il tempo che sfugge.
E attraversami intimo come uno sguardo
perché sei una grazia della natura per me,
perché mi stupisci e io mi sento vento, che spira e non giunge.
Mi sento piccola, morbida, timida e la mia mantide s'allontana...
forse sa che sapresti ucciderla.
Cammarota Francesca
creato da Mashima 23:45 | commenti (2)
