Mashima

novembre 30 2005

Le mani distese

tremore

Un silenzio ovattato

il sangue

In un gemito il giorno

rumore

La vita ha inizio:

dolore.

Fila-Strocca della ninna

Ho un gatto sulle gambe che già vuole fare il grande, fa le fusa e s'addormenta ma se m'alzo si spaventa. Ah Bia la mia poesia, l'hai nascosta sotto l'unghie? E sotto il pelo che cos'hai? Stretti stretti tutti i miei guai...E se l'amore se ne va?! Come le parole, ritornerà.

 

Detta 'sta cagata posso pure ritirarmi nelle mie stanze imperiali.

novembre 27 2005

Che qualcuno mi spieghi come si fa, a morire dopo esser stata violentata, dopo aver denunciato le continue molestie e minacce...come si fa a morire solo per l'indifferenza delle Forza dell'Ordine...che poi..quale ordine fanno? E che scuse porgono? Ma il Ministro...con quali occhi si scusa con una madre morta con la figlia..dov'è la dignità umana?! Come si può morire così..? Io non riesco a capirlo, non posso pensarlo, mi spiace per Lei, mi spiace infinitamente. Lei è come uno specchio e io so..., mi rifletto. La sua immagine è la mia. E nessuna scusa di chi che sia, potrebbe compensare la perdita. La sua, è la mia. E' in questi momenti che voglio credere in Dio per Lei e per Me, è in questi momenti che mi fa schifo l'universo maschile.

novembre 24 2005

Lunedì 25 febbraio 2002 1.35

Ginestra al sole...
distesa
al mio fianco, il suo ricordo,
e in esso il suo odore...
assaporo,
insofferente.
L'assenza di un mattino sfiorato,
gela il fiore che si arrende alla notte...
la mancanza,
il suo calore... accennato,
negato,
poi tracce nere d'inchiostro,
la notte...

novembre 22 2005

 

Ritratto

Occhi marezzati di rosso
invasi, infiammati, tarocchi.
Il monitor, vetrina di realtà parallele
stagne, reiterate, stucche vanità.
Le mani vigilano i tasti lì giù
dove il ricordo non è più...
Un tempo nessuna pietà li avrebbe risparmiati:
percossi, sfiorati, massacrati in pressione continua.
Oggi guardano in su, rifiutati.
Lo schermo lo conoscono bene,
spiano le dita che corrono al viso
buttati via come un sorriso sulle rive dell'afflizione.
Lontane, lontane le mani dall'ispirazione
ora applaudono e la tastiera si bagna
di ciglia sciupate.

novembre 21 2005

Magari: l'idea, il genio, l'estro nascono in una sfera astratta. Magari poi, l'esigenza di adagiare su carta, di far partire le dita alla cattura di quell'idea tramite dei tasti bianchi e neri, far vibrare le corde o accostare i colori su una tela beh, magari questo, può avvenire in modo semplice. Non credo occorra una tecnica. La preziosa storia -in divenire- della nostra cultura...la si può imparare, si può esser padroni della tecnica ma, privati dell'idea, della genialità e dell'estro si è muti. Se l'arte non detta emozione, è muta. Le due cose potrebbero viaggiare insieme, ma non sarà la tecnica a fare la differenza, sarà l'emozione ha dettare la preferenza.
Siamo animali emotivi.
Una persona ha scritto su un forum queste parole:

"Per tradire è necessario possedere."

Io le condivido, è un controsenso?

novembre 20 2005

Immaginavo una lingua d'olio, liscia, lucente, veloce...questa è l'idea che ho della mia autostrada.  

novembre 17 2005


In treno, una notte, conobbi un attore di teatro. Provai una grossa fascinazione, per la sua preparazione culturale immensa, per la sua bellezza e perchè, alla fine del nostro lungo viaggio si confidò dicendomi che si bucava. Gli diedi del vigliacco. Spero sia guarito da se stesso, spero che abbia trovato il coraggio per volersi più bene. Questa è una delle cose che ho scritto per lui. Naturalmente, non mi soddisfa.  Per inciso, mi ha mostrato le braccia.

 


Il pozzo dei dispiaceri


Passeggiata nel castano della terra
con l’oblio per il sole
fra il verde che è letizia
con il sudore dell’estate
che allarga le sue braccia e ci infligge ardore.

Nel sollazzo divertito
fra civetteria e racconti incantati di filosofia
il verde m’inghiotte.
La terra col suo oro chiede pietà e amore
e non lascia scampo
legando la mia notte a sorrisi e sguardi.

Ripetute le parole sulle labbra,
sussurrate lentamente per esser comprese
e non svanire dissolvendosi, dentro.
Riflessa nella profezia che conosco,
e non raccolgo per repulsione:
m’addentro speculare fra le pareti della sua prigione.
Il mio passo incede.

“E’ di fata il mio respiro e di madre la carezza…”
I suoi odori chiedono comprensione
mentre io sfilo la mia anima per ricucire la sua.
Innanzi a me, un’altra me stessa mi parla,
gemella e diversa per temporalità d’evoluzione.

Attraverso lentamente il chiarore della luna,
fra le stelle che son troppo distanti
per esser sostegno ai miei passi e sobbalzi incerti
e so della sua deriva, del mio non aver risposte ma amore.

…Nel centro del suo prato il firmamento di un attore,
nel centro del suo prato i frammenti del suo cuore…
Ecco un buco. Pozzo dei desideri.
Ecco il buco: baratro dei pensieri;
varco fra l’essere e l’io, fra la realtà e la sua verità bugiarda.
Affondo come piombo nel suo mare di pece.
E non è nulla quel nero,
semplice dolore estenuante.
E non c’è scampo nel buco del pozzo,
nella congiunzione fra dentro e fuori,
solo un’abulia d’umori.

Approdo, e mai avrei voluto,
nella meraviglia di una purezza brillante,
nell’ego di un uomo che ha già la sua amante
che tiranna lo lega sul fondo del sé,
nell’onirico mondo dove la realtà no, non é.

E io soffro d’un amore che so,
e vorrei allungarmi senza svanire
concedergli l’appiglio e farlo risalire.
Ma il tempo è vendetta della realtà,
l’apnea in lui non lo libererà.

Soffoco di tenerezza e tormento e
oltrepasso il mio uomo, dalla luce al dolore.
Attraverso il pozzo senza niente sfiorare,
per attrito di baci che non ho dato,
per carezze e premure che non ho negato.

F.C.

novembre 15 2005

Una donna che non mi ha generata, che non mi ha visto crescere, che non mi vuole scopare...,mi vuol bene. Gran cosa avere un'amica deliziosa, una mano che ti sollevi, una voce che ti accompagna ovunque vai e qualsiasi cosa tu scelga d'essere. L'altra che mi conosce e sa tutto, Lei, la mia Vale, mi dice delLa valigia di Jovanotti..

Solo che Jovanotti non conosce le poesie che sono sul mio quaderno e io non posso accusarlo di plagio. Siamo così banali noi esseri umani. E cmq, sai che c'è...io sono la stazione.

novembre 14 2005

"Non è periodo..."

Nasce privo di rive,
induce a lasciarsi andare.
Nasce privo di rive,
piegandomi per farsi ascoltare.

Basterebbe un pò di tempo
del morbido sentimento.
Bastarebbe il tempo presente
per non lasciarsi crudelmente.
(Sarebbe così inutile!)


Non è periodo...per non aver tempo.
Non è periodo senza sentimento.
Poi le mancanze,
le insegna il cuore.
E qualche ricordo,
lo dovresti avere...O no?

Dovrei sviluppare tre articoli, dovrei smettere di girare per casa e giocare con il gattino...lui gioca fra le pagine del libro che dovrei recensire e mi respira sulla pancia, mi fusa, mi guarda: lui lo sa. Raccoglie la mia tristezza dagli occhi e la fa girare con le palline di lana.  Io sospiro tutto il giorno mentre la notte si nutre d'incubi. Sono scostante e arrabbiata con chi non merita. Mi logoro.

novembre 13 2005

Credo sia proprio difficile essere un Cancro ascendente Cancro.

Agosto è il mese più freddo dell'anno. PerTurbazione.

Riflessioni istintive

Mi mancano le stelle fra le foto e la Venere di Botticelli che mi dà la buonanotte, e la Dafne di Manu che in mille colori si trasforma in pianta. Mi manca la mia finestra e l'immagine della notte, ed anche l'immensa luce del giorno che mi inondava appena sveglia. Mi mancano i binari della metropolitana. Mi manca il silenzio della mia casa. Mi manca il verde del mio bagno e il blu della mia cabina doccia. Mi mancano le mattonelle tipo marmo rosa chiaro chiaro chiaro, quelle che un capello te lo evidenziano con una freccia neon. Mi manca la luce. Mi manca il mare che raccolglievo fra le dita quando proprio per disprezzo con me stessa non riuscivo più a stare e andavo sugli scogli a Margellina, allora fra mare e vento mi acquietavo. Mi mancano gli alberi su da Strato e i miei amici che riempiono, con discrezione le mie giornate. Mi manca l'immagine della mia famiglia tutta insieme nella stessa casa...Ma non è che se torno a casa, le cose dopo sette anni si aggiustano. Mi manca l'idea d'esser stata anni ad aspettare il ritorno di qualcuno in quella casa, mi manca perchè andarsene è una resa anche a questo pensiero. Mi mancano gli occhi, le mani, il sapore... Ma oltre ogni amore di cui sento infinita mancanza ho un solo desiderio, vorrei aprire gli occhi e trovare il mio letto a una piazza e mezza sotto il mio sedere. La mia stanza è troppo bella. Mi manca l'erba buona che ho lasciato nel primo cassetto. Peccato non avere una parola, peccato non essere forte, peccato non essere forte. Continuerò a sorridere e sperare anche domattina, magari ci sarà il sole. Sono un pò triste..sccc, non si dice!

Fra un'ora sarò allo Stadio Rocco di Trieste, fa nu cazz' e fridd' stammatin'. E' il minimo...Qualunque sia il compenso non restituirà mai il giusto. Zeta reticoli of my mind! Quasi quasi mi porto la psp...devo diventare scimmietta, perdo sempre. -_-

Sto aspettando il momento per un migliore slancio, basterebbe una parola. Una sola. Oppure sono io, e allora se così fosse, come faccio a guarire da me stessa? C'è una poesia di Tagore che amo molto, "se devi darmi il cuore". Uffa...sono in ritardo, devo prepararmi. Si stanno già congelando i pensieri...

novembre 12 2005

Ritrovata nel web...09/04/2004

Poi alle volte mi chiedo come avviene, per quale strana simbiosi di alchimie le persone s'intreccino, e le loro vite si spieghino come finestre al vento del consueto e ci si ritrovi così, nell'abitudine di viverle: con gli occhi, con le mani e con quei gesti, riti umani, talmente densi di significato e bene che l'implosione è inevitabile e il significato svanisce. Allora lì, in quel preciso istante la vita ci pone difronte al bivio della scelta. Il punto interrogativo s'ingrandisce e il tormento fa dimora nella mente, e la casa, quella di prima, quella con le finestre spalancate diviene gomma, dapprima limpida gomma trasparente che riversa incognite come aria, poi piombo pesante e muto come il macigno più grande che ci ancora in terra e ci allontana dal vento...perchè in fondo, non abbiamo la risposta.
A quel punto, le vite, fatte di noi si slacciano e rantolano altrove, al-tro-ve...ma dove?
E' un rincorrersi senza possibile sosta, perchè quando corri o quando tutto è piombo nessuno, nessuno ti presta attenzione, ma se ti fermi...se t'imponi una sosta allora sì..che il mondo si ferma e ti guarda.
Agli occhi della

Incompleta... come sempre, come me.

Istantanea

 

Lascerò spogliare le mie membra

Come una gemma che si squama per sognare

Lascerò che il vento sollevi la pelle

Che la porti via con sé, nelle ore buie

Che sia il monito dell’amore morto

Che sia il monito per le carezze sciupate

Per i baci che non nasceranno

E i silenzi che percorrerò come una bimba persa

Per scrivere ancora, e ancora di te.

Poi ci dissolveremo e nulla di noi, mai più sarà.

 

“Cestini intrecciati senza fondo i miei amori.”

novembre 10 2005

Al mio cuore

Crea due cuori cuore mio!
Anzi no, creane cento
e che io tutti possa sentirli!
Che abbiano la stessa natura: semplice, selvaggia, emotiva.
Che abbiano lo stesso sguardo
rivolto verso gli altri cuori e che abbiano un verso,
sempre un verso per me.

Creami cuore mio,
creami in mezzo a milioni di cuori,
fa che l'amore colmi e soffochi,
fa che il tesoro sia perenne come te cuore mio.
Un empasse dove ciondolare,
un'altalena che tocchi terra e nuvole,
piena di sole e d'aria,
con pioggia capovolta a innaffiare i pensieri.

Crea due cuori gemelli,
nei quali io non possa ragionare,
in cui io possa cassarmi
infrangermi come onda…
Annientami cuore mio,
uccidi questo bieco equilibrio e crea!
Generami nel caos a nuova entità...Sorridimi,
cuore mio perchè per quanto tu possa:
in solitudine e amore, in strazio e dolore,
io sarò
sempre al tuo fianco e pronta alla battaglia.

Non odiarmi cuore mio,
per amore io ti nasconderò sempre e ogni tanto, ti perderò...
Tu torna a me cuore mio, siedi: è questo il tuo Trono.
E smettila, smettila d'amare!!!
...Sono bagliori del tuo riflesso, guarda lì giace: l'umanità intera.

Fai che il silenzio colori i rumori


Non sarò io a domare il silenzio!
Quello che dilania
che oscura,
che s’insinua e di nero colora.
Ho le mie parole,
la loro semplice successione
il loro divenire: resa o omaggio.
Saranno loro ad urlare per me.
Perchè il silenzio è dimora conciliante,
è culla d’intenzione
sentiero dell’estro.
Mai violato se non dall’intuizione,
ché tanto or sai, a me basta questo.
Mentre attraverso,
nuda d’armi la vita e la rendo
sussurro fra le dita. Mia.

(creata -al volo- per L.Voce)

Incubi

Inquieti nella notte, nel sonno profondo, quando nulla può destarmi, s'insinuano "bastardi" gli incubi. E ce ne sarebbero di immagini da sbriciolare e di suoni da analizzare! Mi agito, magari parlo...e se parlo nel sonno, oh Dio fa che non senta! Il mattino dopo sono sempre molto turbata. Non ricordo praticamente nulla ma un senso di profondo malessere pulsa intorno al diaframma, pulsa di lacrime non versate nel sonno. Non ricordo nulla. Ma se mi do' ascolto, piango. Per inciso, non ce la faccio più.

novembre 9 2005

Mi piace la voce di Samuel...

E nella mia testa girano solo parole

se...se... vento, distanza impronta senza stringe, battaglia senza fingere, tagli, tagli, tagli, stringere MAI fuori è un giorno fragile, fragile, fragile, fragile, fragile, fragile, fragile, innocenza tzè...destino pronto a non rimpiangere mai...beh. Fuori è giorno fragile, ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me, fuori è un mondo fragile ma qui tutto cade incantevole...è un giorno fragile, fragile, fragile, fuori fragile, arghhh!!!!!!!!!!

Sono affebbrata, arrabbiata, e mi sento talmente inadeguata e priva d'armi...Io non posso partire e fare la guerra piangendo dapprima il lutto di me. La neuro...chissà quanta banalità troverebbero nei miei neuroni i medici!

 

 

 

novembre 5 2005

Alle volte ti perdi, poi ti ritrovi. O ritrovi una parte di te e pensi:"meglio che niente"...Quando pensi questo: ti riperdi. E allora non è proprio facile ritrovarti. Cammini, ti segui a ritroso nei passi, nei gesti, come se nel passaggio di vita che hai appena vissuto, ti fossi perso qualcosa, "quel qualcosa".

Quel qualcosa che a furia di cercare da anni, fai quasi fatica a ricordare com'era...Perchè com'era? Poi due occhi, perchè bastano quelli. Due occhi che quella cosa l'hanno vista e sentita, a modo loro sì ma, l'hanno vista e sentita. Ti guardano e il riflesso, comunica. E' un input, uno strano balenio...segui la luce e ciò che trovi...già, forse era meglio non ricordare.

Io sorrido, sorrido sempre, anche quando rammento ciò che ho perduto e non lo cerco. Ma quel sorriso tu non sai, quel sorriso tu non vedi...non si commuove,

piange.