Mashima

dicembre 31 2005

Visto che il Natale non ha portato soddisfazioni...chiediamo a questo 2006 qlc:

  1. Salute con la palaaaaaaa! Più per i miei cari che per me...quando stanno male rompono.
  2. Se proprio le forze cosmiche non vogliono farmi diventare milionaria...e sarei una gran figa da milionaria..., ma se proprio non si vogliono sforzare...che almeno mi facessero trovare un'idea strabiliante per far soldi, e se proprio nun ce sta nient'...almeno un lavoro! Però confido sempre nel milione di euro.
  3. Mmm...sì, già...2006 sveglia...basta politica!!!

dicembre 23 2005

Arriva sempre...e mai che si scordasse un anno, solite luci, solite stelle finte, solite...finte in genere. Sono arrabbiata, mi manca tanto il mio gattino. Non dovevo lasciarlo al Nord...Sono arrabbiata e per giunta ho bruciato una scarpa da ginnastica vicino la marmitta del motorino di Vale...ma si può?! Amo vivere e amo ogni giorno della vita e mi costa, mi costa dirlo mah...fa che passi presto anche questo Natale chè tanto  non ci son più regali da scartare con le guance rosse e il batticuore. Babbo Natale è stato ucciso, il Bambinello...ci provano ogni anno a massacrarlo, pare resista meglio di Babbo Natale saranno le alitate del Bue e dell'Asinello a tenerlo su. Basta che qlc resista e non insista. Io desisto e mi do un altro K.O. tecnico per abulia di pensiero festoso...gingolbel...madechè?!? Gin, gin...basta quello!

Poi le mancanze le insegna il cuore...forse ho solo troppi bei ricordi.  

dicembre 21 2005

Suggere

Succhia il mio pensiero
e con esso la pelle mia
lasciala vulnerabile
trasfigurare dal rosa tenue
all'attraente e imperiale porpora.
Lascia che la voce dica ciò che vuole
e vada correndo in parole desuete
e che i silenzi non siano d'attesa
ma di pretesa.
Oh...fa che sia la mia resa!
Il regno delle tue labbra,
le furtive mani tue, abili,
scassinatrici della mia perversione.

Ti figuro già legarmi...
il cuore con le mani
ed i piedi alla testa mozzata,
mentre il mio corpo agonizza e geme

al ritmo che dai ai miei giorni.
Donna umorale succhia
dalla testa ogni pensiero!
L'anima mia verrà,
inondando selvatiche terre
e ghiacciai in madreperla
che sapranno condurla in te,
oltre il tuo respiro.
Calda anima mia.
Densa anima mia.
Vorresti ogni mattina
rifugiare il tuo pensiero
nello stomaco del nostro peccato?!?

dicembre 17 2005

Granello


- Mentre l’oscurità fende/
la luminosità del cielo/
sfornando soufflé/ di lingue viola…/
Il vento stende/ e scuote, /
l’umore dell’immensità. -

Arriva lei,
benedizione dell’aria
e battesimo della terra.
Arriva e scioglie
le scaglie, dell’animo mio
corteccia lasciva.
Poi come cascata 
che preme e spinge
scrolla la mia stolta umanità.
Ora sono roccia e ostacolo!
Devio il suo venire
per poco a poco svanire
doma delle sue insistenze.
Allora il dolore
del corrente vivere,
mi rende nuda,
pronta ad accoglierla.

Ecco la mia anima: granello di bene.
Ecco il mio amore circondato dal dolore.
Divento perla agli occhi d’un mondo
che non sa pregare…

e l’ispirazione giunge.

dicembre 16 2005

Ascoltami,

il tempo non ha tempo,

non ha somiglianza, non ha,

se non l’esistenza dell’essere

perché così lo vogliamo.

Senza profumo, assenza di colore.

Il tempo non ha comprensione,

non conosce la sua sorte, non si specchia.

Non ha mani grandi e sorrisi tirati.

Non ha schiena

che tenga il respiro e riposi l’affanno.

Il tempo ha solo la capacità

di legarci alla nostra mortalità.

Il tempo…

Questo Eterno lo si cerca nell’Arte!

Quanta umanità per avvicinarsi e far finta

far solo finta, di tenerlo così…

quasi frugale fra le mani.

 

 

 

dicembre 14 2005

Tana!
 
Non aspettarti nulla da me
se non quel sorriso
sfregio del viso
pronto a celare.
“No, non guardare!”
Che cerchi sul collo, un perdono?
Sulle spalle ci sono i miei nervi e
sotto l’unghie, i segni guerrieri.
“Che maschera vuoi?”
La migliore che ho.
Eh sì, bisogna distinguersi!
E’ sempre la stessa che ti do.
Ma tu non guardi, tu sei l’estremo,
il furbo, il saggio, il saccente, il supremo!
Tu sei l’uomo e io,
sono solo una crepa
sul muro del pianto…ahi, quanto pianto!
No, non toccarmi!  “Oh…figuriamoci!”
No, non puoi avermi…”Che presunzione!”
Io non mi celo,
scappo e basta!

 
Sii, non voltarti mai o
nel buio sentirai
la mia voce che urla:
“Tana, bastardo!!!”

 

Francesca

 

dicembre 11 2005

Fra le nuvole!

Bacia le mie parole
quando scivolano da un pensiero
e diventano suono sulle labbra
o luce fra le dita.
Baciale! Come faresti con una gitana
ardendo di passione!
Baciale pur sapendo che come lei
andranno via
in cerca d'altre bocche da sfinire.
Baciale e non tremare,
non mentono ora,  non ancora.
Prova a tenerle...sono nell'aria.
Elevati!
Le parole non hanno terra.

Frammento lieve
d'eternità
la vita.
Neve nel silenzio e, pioggia di fuoco,
il suo tormento.

18/10/2005

dicembre 9 2005

Inetta

Oppressa da un ricordo stagnante,
guardo dall'esterno
il castello degli affetti superficiali,
vedo te, sincero e premuroso
e provo disgusto per me stessa.
Tanto abile e così controversa.
La Mantide di un regno senza essenza.
Talmente effimero.

Acquitrino tu,
nel buono, che a poco serve se non a fare male.
Acquitrino il mio principe…che non sa.
E io, senza amore né speranza.
Assorbo le energie altrui,
scaricando incertezze ed angoscia,
non mi rigenero,
non vedo luce,
sono incantatrice.
Beffarda e tiranna,
sciocca monetina lanciata lì a far cerchi,
echi nel rumore,
spazio nel dolore,
martello che annaspa sull'incudine pastosa del mio essere.
Non risolvo,
aspetto.
Nell'attesa, un mondo capovolto è il feudo dei miei castighi.

Francesca 23/03/2003

Selvaggina 
 
Se nel sussurro
d’un amore potessi
trovar la ragione del sentimento.
Se del mio andare
silenzio facessi
come d’un piede adagiato sul vento.
Allora il frutto,
stretto al petto o in mano,
svelerebbe la sua consistenza
e di nulla vestito morrebbe solo,
privo del mistero e della sua essenza.
 

Perché t'inseguo in strade cieche
violate dal buio nel clamore della vita.
Perché è espressione muta il ricordo,
che accoglie parole volute, e se le nega.
 

Malia del pensiero:
sentirti mio oltre ogni capriccio.
Ma se aprissi gli occhi sul tuo nome
illuminerei la strada e il tuo slancio
sarebbe già pronto a volare altrove.
Per questo il silenzio ti cinge
e l’amore ti bracca…
per non darti tregua,
e continuare la caccia!

 02/03/05

dicembre 6 2005

Spirali sanguigne app.

Sono inquieta, qualcosa mi sfugge...E' un fastidio, una scheggia in un dito, qlc che sfugge e poi torna ma sempre presente perchè perenne...c'è qualcosa che non mi torna. Resto inquieta e andrò a dormire così, spero che domattina lo spettacolo sia degno del mio sguardo. Nessuna ipocrisia è concessa, ora, subito...è come aspettare il comando per l'assalto al nemico, il caldo, i sudori, i tormenti, i ricordi, i tradimenti, le iguirie...maledetto sia il genere umano e le sue paure. Dominiamo...non dominiamo noi stessi e creiamo cose per il gusto di possederle e dominarle...alla fine sono loro a possedere noi, dominati dalle cose inanimate, dominati dal terrore, dominati dal rimorso, dall'eccesso, dal bisogno, dal lusso, dal sentimento...Perderemo sempre in questa vita, siamo stati creati per soffrire.

E allora guardale le lacrime! GUARDALE!

dicembre 4 2005

Allora la sinistra...

Mescere un sorriso al mio corpo,
come fai col vino nel calice grande, largo, brillante.
Annusare i miei umori
come usi fare nelle giornate di pioggia fina.
Accogliere, fra i tuoi pensieri
i giorni nuovi in cui io passeggerò,
silenziosa..obliqua, distinta.
Sussurrare racconti
come dipingere su un corpo
i pori e dare ossigeno.
Essere,
capire,
osare,
osservare e adagio
avanzare, come armata nei miei sogni.
Lì ti voglio: eccelso!

Francesca

Odori nell'asfissia

Vulnerabile anima mia
in cui tu accedi a bruciare la paglia
che è gioia trasfiguarnte,
malinconia cangiante
- Sostieniti! -

Le dita ballerine, sollevano parole
di diversa estensione e profondità.
Ogni passo tu non sai,
ogni tocco tu non vedi..
finge il suo nome mentre il tuo: urla
nella mia insolente viltà.
Saprebbe darti e vorrebbe dirti di me,
ma tu..., tu sapresti, tu?

Eh cosa importa di me,
della notte che non dà volto obliando la voce.
Che valore hanno le carezze della mano
sulla barba incolta di uno sconosciuto?
Sono la durezza della coscienza.
La mia che capiva e taceva,
e specchiandosi in un'anima qualunque
narcisiva il suo dolore.
Asfissia del cuore
nel ricordo del tuo odore.


dicembre 3 2005

Non ricordo che data ha, credo 2001..qlcosina magari la cambierei ma le poesie son belle per questo e forse, servono anche a questo. Nel ricordo..

Sono donna

Nel sorriso che non vedi
spuntare sulle mie labbra
ma solo nei miei occhi...
lì sono donna.

In un passo stanco di
ritorno dal grangiro
eppure forte
ma sempre più fragile...
lì sono donna.

In quel sogno che ripeto
sempre ad occhi aperti
mentre tu t'innalzi ad esser superiore
non vedi le mie ali d'argento
che ti hanno surclassato.
Nel mio tacito lasciar fare...
anche lì sono donna.

In quell'inquietudine densa di malumore
colma d'acqua come un deserto di neve
nell'urlo muto del mio dolore
lì sono donna.

Nell'arroganza della vittoria scontata
della tua colpevole lusinga.
Del mio esser nobile
di fronte al tuo disprezzo.
Del mio abbandono continuo all'interno di me stessa
rincorrendo silenzi, richiami ed echi...
farfalle, libri e sogni...

 

Ognuno arriva e ci vuole mettere le mani! Non rovistate, lasciate perdere, non sono una bancarella in cui cercar mutande, non sono una pentola con crema da dover mescolare...sono così quieta, evito il confronto, lascio che il tempo passi, lascio perdere tutto perchè non si può combattere sempre! Soprattutto se il tuo rivale ti appartiene nel respiro e si guarda con te allo specchio.. Qui c'è quiete, noi ci evitiamo, cerchiamo di riposare...ma basta rovistare! Basta rovistare! Andate a lavarvi la faccia!

dicembre 2 2005

Dicembre 2003

Armatura di veli

Distesa di seta ramata,
il mare,
lungo.

Migliaia di refi di luce
danno respiro alla sua coltre.

- al di fuori delle onde -
il manto è immobile,
pare che ci siano
infinite dita a scuoterlo,
carezzarlo.

Sono gli uomini sommersi,
coloro che sconfinati nell'incanto,
in esso, hanno preferito svanire.

Giocando
in ogni tempo, nel reame
delle sue trame.

 

dicembre 1 2005

Mani

Le tue mani come sogni,
incrociate nei pensieri,
solide e vuote
custodiscono in silenzio
i pudori e gli orrori.
Nessuno guarda e se t'investe
il suo sguardo trova altro,
un cuscino su cui poggiare
affanni e lamenti.
Ma quale tenerezza?
La sostanza si rivela effimera
come vivere giorni già persi,
in stanze già vuote.
La pulizia della punizione.
Dove nascerà il nuovo:
completezza e passione.
Un sogno vago
pieno d'intenti e rese.
Riscossa verso un dove
e percossa nel mentre.
Candore l'incrocio
di nuovo il silenzio,
silenzio e passeggiate stanche,
con passi sottili,
labbra strette e mordicchiate,
vento, vento, vento:
che attraversi e rovisti, rovesci e sostenga.
Il volo non può accadere a mani incrociate.