gennaio 31 2006
Tuche!
Se avessi un solo desiderio da esaudire,
se fosse di luce bluetta eccitante
se fosse misterioso, come le vie d’un gatto notturno….
Sarebbe perverso e sporco, come il mio lato oscuro.
Sarebbe violento e livido come un colpo funereo.
Mozzerebbe il fiato ai tuoi sogni: candida creatura.
Godo d’un vantaggio sulla tua mera purezza.
E non luccicare, perchè non ce l’hai.
E non dileggiarmi se non ti credo.
Il mio mezzo mondo, marcio e lercio,
fatiscente s’inchina, ogni qualvolta vago.
E non mente il suo servigio,
io lo conosco, m’appartiene.
Non gettarmi come un cencio.
Non fissarmi come uno spettro.
Io: non conservo biasimando l’anima in un cassetto.
La mia vita è rivalsa indissolubile.
Perché il mio spettro allo specchio non finge,
s’ammira e ritrae, mostrandomi!
E su…guarda il mio ghigno,
non sa lusingarti come un sorriso?
E non t’accorgi,
no,
non t’accorgi…
Quando il mondo in pompa magna
sfilerà la tua corona, il trillo sarà lava
e l’umanità sarà desta!
Sai, l’invito per la festa
offre in pasto la tua testa,
piccolo omino dalla vita indigesta…
Quando aggiungerò il sale, non ti servirà più!
gennaio 27 2006
Promemoria
gennaio 19 2006
Di luna e di stelle
Spioncini d'alternative,
sorrisi d’eterno che oltrepassano il cielo.
Si lasciano bramare le stelle!
Come a dire che l’opportunità è presente, brillante,
osservano le nostre scelte.
Chiamate in causa per esaudire,
il nostro sguardo in gemiti di rinuncia.
Semplicemente ci lasciano intuire
che la notte non è mai troppo buia
per non generare occasione.
Il buio, non è silenzio privo d’intenzione.
L’hai veduto ciondolarti addosso,
in un conato sottrarti il respiro,
braccato le membra , sfigurato il sogno
in una lama di luce in perfetta incisione.
L’hai veduto scavalcare la luna,
come un giro ad ostacoli costanti.
Portando aurore a scandire il tempo
tremori di terrore la comprensione del momento.
Hai ceduto quindi alla tentazione
fra la pena ed il dolore,
hai chiesto il chiarore per una fortuna!
Mentre gli occhi sgonfiavano l’attesa
in singhiozzi di pretesa,
lei era lì bianca e nuda:
la notte di una luna, mondata di stelle.
gennaio 3 2006
Mi è stato chiesto di postare 5 mie abitudini e poi di passare il testimone a 5 persone che dovranno fare la stessa cosa...ma visto che io sono buona e che detesto le catene vi salvo e mi immolo da sola.
- Stacco "sempre" il telefono/ino prima di addormentarmi perchè detesto esser svegliata da un trillo e una voce.
- Chiudo sempre la porta della mia camera a chiave e gli armadi prima di dormire.
- Ogni volta che passo davanti ad uno specchio mi sorrido.
- Prima di addormentarmi e appena mi sveglio, apro la finestra in camera mia per respirare aria buona.
- Quando mi faccio il bagno devo: spegnere ogni genere di luce in casa e accendere candele, avere l'acqua calda calda calda, lasciare la porta aperta e i riscaldamenti accesi, avere il lettore mp3 a portata di mano, e fumare...i cannoni più relax del sistema solare. Naturalmente senza telefoni squillanti..
Ho tante abitudini io...queste sono le più easy.
Dolce tepore
Una voce profonda,
strofinata dal fumo,
avvolta nell’età.
Una voce che parla e fruga,
capelli e pensieri di una donna.
Come un’anima che distende le braccia...
In cerca d’ali, di slancio o di un laccio
che tenga e lo leghi in vita.
Nel dentro: Un momento…
…E’ di nuovo la fuga!
Non crede al calore perenne,
ma all’ardore che scalda
oltre le spalle e la schiena.
Oltre, ahimè, la persona è figura
e come tante si aggira
fra le celle del consueto.
Vorrebbe d’una Mantide le lenzuola bagnate
e incline al peccato si diletta al seduttore.
Vorrebbe d’una Mantide il grido, il gemito e il ti amo!
Sentirla muoversi sul palmo della mano.
Sentirne la morte, nella stretta delle dita.
Saperla vinta…a partita finita.
Per poi alzarsi danzando il suo tempo,
nuovamente sospeso sul filo del vento
Ma se quella Mantide fosse Scorpione…
"Ahi che dolore quel dolce tepore!"
