ottobre 29 2006
Mentre luccica il languore e mi rapisce un’illusione…
Sguaina la lama della nostra realtà
e come brina il mio sguardo ghiaccia,
lo rende fisso, al tuo cospetto: tremulo.
La pupilla stretta nel buio,
conosce il gelo del verso
che le labbra non voglion dire
ma che la ragione sente.
E ogni volta che ti guardo, ti dico addio.
Ogni respiro nel tuo annega il mio.
Sopraffatta da un mare che assorbe,
giunge la deriva infinita del cuore.
Il freddo di novembre e le mie corse affannate
per uscire dai tuoi occhi, corse affannate.
Guardami e sii felice mentre annego.
Ahi amore, il freddo che sento nella corsa…
Ricompare e mi prende con sé
di nuovo sposa di me stessa!
Questo è il gelo che oltrepassa il cuore.
Ahi amore, ahi amore come luccica il languore!
ottobre 26 2006
Sinuosità su tacchi a spillo,
sirena barcolli..
Il pensiero, la tua ragione
sollevan venti d'ansia
e colmano vuoti di città
che ti accudivan solo con l'alta marea .
Sirena dai sorrisi in madreperla
sfami nell'abbraccio l'altrui debolezza
le carenze, la viltà.
Cammini, cammini, cammini,
seguace del vento e padrona della terra.
Il pentimento è onda che si frange,
pioggiarella sparsa, rugiada d'intesa.
Nel dentro nuoti, distesa,
è immensa natura priva di rive.
Fuori galleggi...traballante, sinuosa vertigine.
Tutto intorno un mondo!
Tutti intorno, annaspano.
ottobre 24 2006
Avrò avuto circa undici anni, ricordo che era estate, ricordo d'esser stata molestata da uno dei tanti che negli anni hanno prescelto me...Uno di quelli che si accostano al ciglio della strada e ti fanno vedere come sanno masturbarsi bene...al cospetto di un bambino...lo sanno fare bene, guardandoti negli occhi...ricordo.
Leggevo Hermann Hesse in quel periodo...gli aforismi di Hesse, per esser precisi. E una di quelle frasi ancora m'accompagna...è pari ad un tatuaggio, anche se non l'ostento sulla pelle. E' più dentro...diceva:
"La felicità è il dono proprio di un animo libero" . La mia libertà, ad oggi, è avere una casa mia. Un mio spazio. Il mio spazio. Chi mi conosce, chi mi conosce davvero, sa dei miei silenzi...Conosce le attese e l'abulia che mi rapisce. Sono misantropa...eppure, chi si ferma al sorriso crede che io sia una festaiola.
Udine...Udine...piccola e preziosa come la dignità che solo il lavoro sa dare. Piccola e ostile come un cagnetto rabbioso...Una cittadina di lusso...o una cittadina dove si comprano appartamenti, con i mutui, per poi affittarli e pagarne l'acquisto. Mi par giusto...tutti imprenditori immobiliari!
Udine, città di emigrati che rinnegano le proprie radici. Città di etnie confuse e poco amate...eppure, è facile sedersi e giudicare.
Sono stanca. Sono triste.
L'umidità non bagna, l'umidità affonda. Ti lascia annegare...a prova del fatto che non occorre il mare...
Un giorno lo so, avrò il tempo per abbracciare me stessa e raccontarle tutto. Un giorno, oggi no. Oggi vomito bile. Umanità indegna...potresti vergognarti delle tue basse mire...Le persone ai miei occhi diventano sempre più piccole...misere, meschine, corrotte...
Scrivo tanto da mesi...ma ogni frase è vetro rotto. Frantumi d'un pensiero complesso..che se provo a ricomporre, mi taglia.
Sangue e dolore.
Domani indosserò il mio sorriso di pietra e lo scaglierò, forte, lo scaglierò!
ottobre 13 2006
Paura
Il mese d'ottobre è sempre duro a passare...
Poi viene novembre, di seguito il Natale e mentre
rifletti sui regali non ricevuti, è già l'ora dei fuochi d'artificio.
Festività che scandiscono l'anno e lo lasciano andar via, senza di noi.
Vorrei un figlio di tanto in tanto. Un affetto puro.
Ma quanto egoismo esiste in queste parole?!?
Che orrore la fragilità umana.
Che orrore.
L'onestà con se stessi costa una vita.
Stamattina avevo un languore, un dolore malinconico. E' ancora qui.
M'accompagna, mi segue.
E’ il passo già fatto, il respiro appena espirato.
Se lo scampo, fingo...con un sorriso e il mondo
non s’accorge di me…ma Lui è lì, mi osserva, sempre.
L'autunno e l'inverno, amano conciliare questo tormento.
Il mio mare è un muro insormontabile, vedo cose, sento voci dentro, assorbo silenzi...
E non riesco a tuffarmi, non ho la forza.
Lasciami andare.
Lascia che l'autunno omicida, sevizi la carne.
Lasciami andare.
L'inverno bagnato e nudo vuole danzare sul mio cuore.
Lasciami andare...
Ho un languore oggi, un tormento, un'eclissi.
Com'è breve la mia vita.
ottobre 6 2006
"Nell'abulia dubbiosa del mostro silenzio"
Un domani
addomesticata dalla vita
saprò giustificare l'assenza.
In un giorno trascurabile e consueto...
sostituirò con un orologio il cuore.
Allora,
nessun suono saprà straziarmi come il battito.
Ma oggi, vita incompresa,
esisti come un corollario di condizionali!
E i silenzi, e i rumori, ti tesson
stucchevoli tele d'ipotesi e tormento.
In questa Accademia
ogni istante
concede all'assenza
fantasia e colore
per figurare
l'abbandono.
ottobre 4 2006
Subitaneo
Turbinio di veli grigi,
ammalati d'acqua
scivolano,
senza lasciare messaggi.
Un passaggio invano
mai frantumato dai raggi.
