Mashima

marzo 31 2007

Ho voglia di tulipani, colorati.

L'altra mattina mi son svegliata con il desiderio di ricevere dei fiori...volevo dei tulipani, colorati come i sorrisi dei bambini che giocano...e io me li ricordo i bambini che giocano. Ritorno spesso indietro col tempo a quando ogni festa, era la mia festa. I bambini mi adoravano, io mi divertivo. Mi pagavano per giocare. Mi pagavano per rendere felici le persone più pure. Mi consumavano.....adoravo tornare a casa sudata e stanca. Stanca di bellezza e sudata di gioia.

Dicevo dei fiori...Dopo essermi svegliata con le voglie, le ho abbracciate tutte e me le son caricate addosso, poi, da brava formichina...sono andata a lavorare. Arrivo in orario, sto per attraversare la piazza ed entrare in xxxxxx ma...sorrisone, la piazza è fiorita! C'è tipo una Fiera dei Fiori...stand e piante, e fiori, e colori....E io, che vedo sempre il lato positivo delle cose penso:"Tutto questo per me?!? Ma non dovevate!!!" e comincio a ridere...soprattutto di me.

Mi amo tanto. Fossi uomo, impazzirei alla sola idea d'accompagnarmi ad una donna come me, così femmina e così bambina.
Però poi alle volte la mia forza, la mia volontà, la mia interiorità mi spaventano...perchè pesano. Tante altre penso a me stessa, e sono certa, che non  potrei chiedere nulla più di quello che sono e di quello che riesco a vedere. E l'ironia più grande, che veste i miei sorrisi, che mi allarga la bocca e solletica dentro...la cosa che più di tutto fa destare i miei giorni rendendoli pieni è: il riflesso, la proiezione di questa pellicola nella cecità altrui...In fondo, il mondo è così bello!

marzo 24 2007

14/03/2007

L'irripetibile che non vedrai

Io non son altro che questo:
un'umanità ampliata.
Sono una lente di ingrandimento,
l'atrocità e la bellezza del guardare vedendo.
Il sentire di sola intuizione.
L'animale camaleontico e vistoso
additato in una società omologata.
Sono una sola ragione: la mia.

Sono una preghiera, un vociare continuo dentro,
un affronto perenne al fuori, a me stessa.
Sono la rinuncia, perchè siamo nati per perderci.
Costruiti per esser divisi e sostituibili.
E di tanta volgarità..., non vestirò i miei istanti!
Resto in piedi, venti metri in là,
guardo il pascolare umano lungo la battigia.
Osservo la fiumana dirigersi alla fine e d'ognuno,
d'ognuno sento il lamento e il riso,
il coraggio corrotto dalla debolezza,
la finitudine disposta in grazia e tutto,
tutto insieme al sudore di questa mortalità,
mi fagocita e pietrifica.

Sono l'immobile che sbandiera i suoi giorni andanti.
La stella diurna che cerca di destare il fiume,
e lo fa con le sue scelte. Con la sua distanza.
La spettatrice che disturba, e che non batterà le mani.
Perchè nell'andare tutti hanno bisogno d'essere collettività,
perdendo il senso dell'esclusività, dell'unicità, della rarità dei loro giorni.

Qui, il mio sorriso luminoso s'allarga
e d'amarezza irradia la vostra notte.

marzo 21 2007

Sono immersa in un dolore dolce, soffocante. Autolesionismo emotivo come povertà...o come limite? Avessi il tempo, troverei rifugio e conforto nel mio mare. Non ho tempo, l'ho venduto.

marzo 15 2007

Questo è il testo di cio' che ho appena postato nel Blog degli Autori del Comitato di ManualediMari, il resto delle spiegazioni che DEVO ai miei amici, le darò con calma nei giorni avvenire.

 

Mi spiace dover comunicare a voi tutti del comitato, la mia volontà d'essere assente all'interno dell'antologia.  L'onestà che esprimo con questo post, è uguale a quella intellettuale che mi spinge, ad un passo dalla pubblicazione, ad andar via.  Ho le mie motivazioni. Non voglio far polemica, nè clamore. Non inciterò i miei autori ad andar via, ma li avvertirò che non hanno avuto la mia selezione e inoltre, per correttezza, informerò Aphorism della mia assenza.  Il mondo virtuale per troppe persone è dissimile da quello reale e le incomprensioni...possono sorgere soprattutto se si presuppone di "conoscere". Ad ogni modo,  io NON ACCETTO alcuna mancanza di rispetto e di offese gratuite, e questo,  a prescindere dai torti e dalle ragioni. Perchè IO non offendo, a torto o a ragione. Mi sembrava opportuno comunicarvelo, anche se forse vi importerà poco e anche se la mia immagine sarà dipinta in modo dissimile da quella reale. Ma sono io a parlarvi e a scrivervi ora, il resto che verrà dagli altri apparterrà solo a loro.

Auguro ogni bene a questa antologia...e che diventi un Best Seller!

Francesca Cammarota

marzo 10 2007

Mi piace prenderti la testa fra le mani, mi sembra di fermare un tuo pensiero, di fissare gli occhi, di entrare in silenzio nel tuo regno. Dura poco, ti ribelli. Hai ragione. Ma mi piace prenderti la testa fra le mani...e ti guardo Amore, ti guardo Amare...

marzo 3 2007

Giornatina...
Mi sono addormentata avvolta in una nuvola gravida, grigia e taciturna. Poche gocce, il resto che era dentro, rovesciava e preparava la tempesta. Mi sono svegliata con l'imponderabile peso del fallimento, disteso, aggrappato al mio corpo. Ancora gocce, ma non ancora tempesta. L'incubo di me come un'allucinazione.
Lui si sveglia, vede la pioggia, intuisce la tempesta...Mi guarda. Mi rimprovera per non averlo svegliato e (spero) per farmi sorridere, mi dice: "Tranquilla te li rido' i soldi." Due nubi si scontrano. Lui si riaddormenta.
Il vento s'alza, turbina, solleva il sommerso che di piombo rivestito giaceva accantonato. Immagini. Parole. Silenzi. Saluti senza ritorno. Persone senza ritorno. Parole...grandi. Parole che sciacquano le bocche. Parole sacre: il mio impegno.
Impegno. Parola grande che non trova sostegno negli atteggiamenti altrui.

Fra due ore, tre, cambio casa. Senza scappare, senza creare tane alternative di sopravvivenza. Senza.
La consapevolezza della distorsione mi lascia sgomenta e banalmente arresa...per quanto sappia, in piena coscienza, che è un periodo e che domani, fra una settimana, un mese, fra un tempo...starò meglio e no, non sorriderò per questo post.
Costa molta forza non esser vili, comodi, opportunisti.
Costa la vita. Ho intenzione di consumarla tutta, senza spettatori. L'applauso finale sarà l'unico che non riuscirò a farmi.

marzo 2 2007

Sei anni di lavoro in fabbrica...
Sei anni...Contate le ore e la fatica.
Per un'ora e mezza di partita...vabbè ma il calcio è il calcio.

http://www.inter.it/it/speciali/hospitality2006/skybox.html
110.000 euro più IVA

Che vergogna! E pensare che ci son persone che non lo fanno, ma solo perchè non possono permetterselo...
Che pena.