Mashima

aprile 28 2007

22/04/07


Per quello che sono
rimango così,
come un vaso in frantumi.
Immagini perse, sfuocate..
Il collante esaurito e,
pezzi di me lasciati lì, in terra.

Per quello che sono ai tuoi occhi,
rimango così.
Come devo.
Immobile e mai più identica.
E vaffanculo alla tua poca cura
e all'idea...che tutto s'aggiusta!

Semplici parole si rendono poesia quando esigono pretesa.
Non è detto che la pretesa sia negli altri, sovente la pretesa è in sè.
Agli occhi altrui tutto cio' che scrivo, è semplice sequenza di parole: vocaboli, sillabe...
Ai miei è poesia: pretesa di me. Anche quando rileggendomi sorrido per la semplicità linguistica.


09/04/2007

Del niente che stringi

A questo sorriso
manca il riflesso del tuo,
complice.
Il mio tempo è concluso.
Nel tuo racchiuso.
Verrà via con te,
souvenir di me.
Non può certo bastare
la viltà, la paternità,
non può certo bastare.
Fare di un altro essere umano
il proprio dominio.
E che scoperta...
Vorrei donarti troppo,
e per questo non ti darò niente.

Versi semplici, banali, perchè si è anche questo
esseri semplici e talvolta banali.

aprile 16 2007

13/04/07

Profumo di notte...

Quando raggeli notte indipendente?
Distaccata dalle altre,
disgiunta al fluire costante.
Hai una sola stella, bassa, che prepara
nella sera il trionfo: estendendosi in cielo.
Infinità di bagliore.

Potresti arrivare vestita di lustrini,
con le tonalità più civettuole e ammalianti.
Ma ai miei occhi appariresti come sempre:
nuda e priva di scuse.
E come ti scuso se l'unica tua ragione,
è condurmi alla resa?


Notte mia, dipinta d'oscurità orientali
porgi in dono il profumo delle spezie,
la porosità della pelle, i riflessi d'un argento
che rivela la preziosità del tempo dato.
Tu che già mi cingi, e tieni e dimentichi...sulle labbra.
Sei la chimera di un mio frammento terso!
Aspetterò dunque che giunga lieve,
che metta quiete la mia neve...
E che il tempo raggeli, in un respiro.

aprile 10 2007

06/04/07

Vorrei di più
Che un mucchietto d'ossa
da osservare, riverire.

Oltre la preghiera che non consola,
della foto che non ritrae
e di un'essenza che finge di restare.
Vorrei di più.
E anche tu vuoi di più.

Temporizzati come una cassaforte,
lasceremo questo corpo a caso, dove capiterà.
La sorpresa sarà negli altri,
le lacrime nel ricordo
consumando chissà che,
per chissà quanto.

L'ovvietà, talvolta, sgomenta.
 

aprile 6 2007

Scc...passate bene questi giorni di festa. Se ci riuscite, provate a dirvi che sarà l'ultima Pasqua e fate di tutto per soddisfare le vostre ragioni. Se ci riuscite, provate a credervi.  

aprile 5 2007

Come se dondolarsi fosse l'unico sistema per sopravvivermi.

Dovrei imparare a desistere, a vincere le mie debolezze. Ma non sono brava. Anzi, sono incapace a farlo.
Non provo vergogna ad ammettere le mie carenze anche se ora, sono a disagio con me stessa. Mi sento intimamente ridicola.
Desideri semplici, cose normali...mi sono preclusi...e tutto a prescindere dal mio comportamento. A prescindere.
Io che sono la primavera nell'autunno altrui, guardo andar via la gioia e l'unica cosa che mi è data di fare è implodere, soffocare.
Rinunciare? Sarebbe dignitoso per tanti...Ma la rinuncia è fra le parole che il mio spirito rigetta, la rinuncia 'in me' è indegna. Non la giustifico. Mai.

Forse, qualcuno si diverte mentre dentro mi consumo.
Forse non mi guarda, o forse non si vede.
E io non dico che questo non debba avvenire...! Ho abbracciato tutto con lo stesso entusiasmo e ardore...l'ho fatto anche con questo dolore,
chiedo solo che faccia meno male.
Meno male.


Non so più quale sia il male minore.


Alle volte vorrei sparire, semplicemente svanire.

 

 

aprile 3 2007

E' importante...Questo cuore ti vuole per l'emozione, per l'estro...per gioia. Non ti vuole nel dispetto, nella violenza, nell'insoddisfazione del tempo o nella frustrazione di un'abitudine; nè ti vuole perchè deve cercare altro, questo cuore in fondo sa bastarsi...ha imparato ad amarsi ed elevarsi.  Nella mia vita non ho mai saputo cosa volevo, cosa voglio e davvero non so cosa vorrò...solitamente non lo scelgo, il "Bello" arriva e io l'accolgo. Scelgo sempre cio' che non voglio, con cura e riflessione. Cio' che non voglio per la mia vita e quello che non voglio diventare ai miei occhi.

Parto sempre da me, ed il viaggio è un labirinto di specchi... che in me finisce, poi riemergo e riprendo a viaggiare.