ottobre 22 2007
Stanca di carne e meschine scalate. Confusa e distratta da tanto rumore mi aggiro silente, mascherata per bene, seppur evidentemente diversa. Non comprendo. Il principio asseconda la fine, e fra le dita si troveranno solo cio' che sono. Io, non so cosa mi troverò. Ma non cio' che vedo. Mi aggiro silente, e quando parlo: Parlo. E se parlano: Ascolto. Cosa voglio? Comprendere, esser compresa. Mi aggiro silente e le stanze talvolta son piccole e vuote...Ed io vorrei solo che dipingessero le pareti di luce, che colorassero il loro piccolo e bieco mondo. Prima vivevo in un castello di sabbia, poi scelsi un castello di cristallo...Poi decisi di percorrere strade, seguire le onde, osservare la fiumana...Alla fine, non so quando, sceglierò nuovamente di fidarmi della povertà umana...e accoglierò e sarò accolta. Ma per ora continua il mio cammino, per strade ampie e strettoie melmose, su vasti prati e in cieli azzurri...Sorrido sempre, anche se nessuno capirà mai il perchè.
ottobre 13 2007
Conosciute strade sconosciute
Siedi accanto a me,
tanto anche il barista
mi ha smarrita nella memoria, e ci prova.
"Anima sola.
Chi c'è accanto a te?"
- Una granita e un caffè.
- Aspetta qualcuno?
- No, entrambi per me.
Il sole si distende su sporcizia e vecchiume.
Il sole, fedele, continua ad andare a dormire lì.
E accanto a me, io sola.
Senza solitudine,
le mancanze sono d'appartenenza,
e condivisione di sè.
Non è il tornare, ma l'accoglienza.
E in questo viaggio,
fatto di specchi alle spalle
la mia trasparenza non aiuta.
Sono membrana in movimento,
libera come l'aria.
Inspirata e obliata.
07/08/07
ottobre 9 2007
Danze di mosconi
attorno ad un fiore.
Cosa vogliono? Cosa?
Se nemmeno possono impollinarlo.
Se nemmeno arrivano a sentirne il dolce profumo.
Non ne distinguono la forma, il verso, l'orientamento...
Loro non seguono il sole...
non aspettano la pioggia,
non si nutrono d'aria e minerali...
Danze di mosconi...neri e sporchi.
Oddio...Dio mio, che mondo rovesciato?!
Sa di caglio come il vomito dei bambini...
Che i fiori crescano anche nel marciume...
è un conto. Ma che i mosconi pretendano
d'esser esili e colorate farfalle...
n'è veramente un altro.
Voglio il Raid!
ottobre 6 2007
Prima pensavo..."Chissà chi è...", splancando: sorriso e cuore. Oggi penso..."Ma chi cazzo sei!?!" E mi arrabbio sì, sì mi arrabbio per la mancanza di qualsiasi genere di premura. Io lo so chi sono. E anche tu sai chi sono. Io non so chi sei. Ma quanto varrebbe questa conoscenza? "E' strano ma per noi sai tutto l'infinito...finisce qui." (cit. V.R.) Io sono oltre il tuo qui.
ottobre 5 2007
"...E' una questione di qualità:
la tua presenza
rassicurante e ipnotica
mi affascina
e gioca col mio senno
e ne lascia ben poche briciole...
...mi strega e mi rapisce
la tua giovane
saggezza incomparabile
(che ossequio)
e l'eleganza di ogni tua
intenzione è incantevole...
...e quando ti congiungi a me
sai essere
deliziosamente spinta
e indocile,
coltivando le tue bramosie
sulle mie avidità...
...voglio aver bisogno di te:
come di acqua confortevole.
vuoi aver bisogno di me? troverai terreno fertile..."
Musa - MK
ottobre 4 2007
Riavuta me stessa di tutta bellezza, ora bado al peso e al tempo.
Non investo, semmai disinvesto.
Non scuoto, semmai contemplo.
“Basta.”
Troppe volte detto, poche volte fatto. Ora viene, avviene, e così basta.
Basta. Perchè io di parole spieganti che come vele che si spiegano, ricoprirei la terra e qualunque forma di vita.
Ma talvolta il parlar da soli...aiuta ben poco...se gli altri non sono ricettivi...Ci sarà pur un perchè!
Eppoi...Ma basta figlio mio! E' ora che tu ti prenda di petto. A furia di darti le spalle hai anche dimenticato il tuo volto!
Io forse...mi miro troppo, così mi confondo, ma dentro...tutto è in ordine e illuminato. Come il mio armadio.
E vaffanculo sempre e comunque...che tanto c'è sempre qualcuno a cui piace.
Io preferisco il gelato.
C'è in me un terrore costante di inadeguatezza.
Benedetta Differenza.
Maledetta Comunione.
Si vive nel perenne paradosso, facendo finta che sia normalità.
Ma poi chi cavolo l'avrà coniata 'sta parola?: normalità.
Bah.
Qualcosa di enorme mi abbandona lentamente.
Una secca di sale lascia il posto ad un ruscello puro, riflusso continuo d'acqua...
Per ora lieve, accenno di brezza...
Il vecchio non ha più presa, dalle mie mani scivola.
Nemmeno più la soddisfazione.
Nemmeno quella.
E anche l'oro non potrebbe comprare cio' che è stato sprecato...Nemmeno un giorno. Per questo lo ripetevo, e ripetevo e ripetevo...di nuovo, di nuovo, di nuovo.
Sì, è vero, penso sempre a cio' che ha smarrito.
Forse più al come.
Penso al peso che avrà nel suo tempo.
Il mio, è andato.
Credo alla consolazione, e non al pentimento.
Non credo alla rinuncia, ma alla scusa.
Penso alla viltà, all'instabilità vestita di cemento.
Me la ricordo bene...L'ho pagata cara, mi hanno tumulato viva. Io, l'ho pagata cara.
E' che...
Vabbè, ad ognuno il suo.
Basta.
Presto sarà atroce. E passione in croce.
Mi spiace. Sinceramente.
No, non mi perdonerai.
Il dramma sarà che non perdonerai te stesso e per questo non ti parlerai.
Mi spiace. Sinceramente.
No, non saprò aiutarti.
Ma ci sarò sempre.
Amo il mai.
Amai.
ottobre 2 2007
Ho bisogno di silenzio e di più amore. Ora vado a comprarmi un regalo, piccolo piccolo...
