dicembre 28 2007
Sorrido...Sono felice, anzi, come dice la mia amica 'Internetional Saba', sono: STRAFELICE. Fa quasi paura, sembra sempre che dopo, poco dopo, si debba star -stramale-. E invece no, stavolta no. No, perchè sono soda. Cotta come un uovo. Piena come la Luna che occhieggia al mare. Gonfia come un soufflé. E sono bella, di una bellezza armonica. Sono una melodia...Sono suono e, sono lama e l'aria la taglio con la mia danza. Tutte fettine che dopo respiro. E non giro e non lascio girare, nè farfalle nè api nè mosconi. Ho occhi straripanti...E mani che stringono le mie...e questo è mio. E chi deve sa. E quando ci sei, silenzioso -qui, in questo dentro caotico- col tuo sorriso, nessuno può. tutti credono, ma nessuno può. Ora. Si vive, l'ora. Poi...c'è il resto dell'universo, c'è la mia soddisfazione...negli altri che mi scansavano prima...ma che adesso, sanno solo sentenziare richieste, richieste di restare. E' per loro il mio capriccio più grande. Per coloro ai quali, è sempre importata la qualifica...Per ogni mio sorriso alla solita domanda, non in cosa sei laureata, ma:"Ma tu, quante laure hai?!?!?" eheheh :-D Non sono laureata...e so scrivere, parlare e leggere...come dicono le mie teachers americane: sei intellllligente! (loool) Colpa degli usi...Perchè 'gli esseri' hanno bisogno di etichette. Io no. Però io son io, e io sono. ^^
Sorrido e sono gioia. Estesa. Sono il primo giorno di ferie. Sono lo stupore del montanaro che arriva per la prima volta davanti al mare. Il primo sguardo d'amore di due adolescenti. Sono la prima meraviglia. Il tripudio dei fuochi d'artificio dei tempi d'oro. Il cielo terso. Il filo d'erba che la falciatrice dimentica. Sono il profumo del bucato buono...sniff sniff... Il letto caldo. L'abbraccio morbido. Sono il mio primo quadro. Sono felice. E adoro dilatare questo istante. E per questo lo immortalo qui. Cheeeeesss (^___^) E per tutto il resto...che si compra e si vende, 'fanculo, c'è Mastercard!
dicembre 27 2007
24/12/2007
Santo Blasfemo Natale
Il Campanile, resta riverso,
in terra.
Le sue campane hanno il suono tonfo,
dei sassi battuti sott'acqua.
I cani al guinzaglio di padroni imbellettati,
lo usano come un albero,
e ci pisciano su.
Il Campanile resta riverso,
in terra.
Nelle crepe dell'usura,
in ogni singola crepa...
c'è un bambino che piange.
La Madonna è fuori,
a comprare un pò di vita.
Giuseppe è al bar che beve,
col bue e l'asinello un Merlot scadente.
Beve e dice:"Sono io il padre!"
E mentre beve ride.
Piange. Ride.
Maria, sulla strada del ritorno,
ha incontrato false amiche
che l'hanno sedotta con i fasti
d'una festa sontuosa.
Il freddo è umido.
Umido come un vestitino
bagnato dalle lacrime.
Il freddo è.
"Accorrete gente! Accorrete!!!
E' nato il bambino!"
-Quanti? Quali? Dove?-
Così, così forte urlava il Signor Muschio
avvinghiato ai mattoni del Campanile.
"Accorrete..."
Ansimava il Muschio...
Dall'altro lato,
d'un sogno buono
anche i bimbi felici
s'eran stancati di batter sassi in acqua.
Il silenzio: freddo, aveva sommerso le lacrime.
Il Campanile non sarebbe mai diventato un monumento.
Il tempo si smarrì.
Alcuna madre.
Alcun padre.
Anche il tempo finì.
dicembre 21 2007
Solo per te, e, un pò per me... Così ovunque saremo, anche lei sarà...suono e bellezza...per noi.
Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po' colpevoli
per voglie che ardono:
noi cerchiamo la bellezza ovunque.
E noi...compresi e amabili o offesi e succubi
di demoni e lupi, noi forti ed abili
o spenti all'angolo:
Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
E passiamo spesso il tempo così,
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perché non serve a noi)
dicembre 20 2007
Outing per outing...
Provo per te, un affetto che non è amore. Non è amore che nutre me, ma amore che nutre te. Nel tempo, nel tempo... ho capito e per questo, e sempre perchè resto pura, ho adottato misure diverse. Ho adoperato decisioni costose e radicali. La tua natura, dolcissima e fanciullesca...tozza con la mia, altrettanto dolce e bambinesca. Tu sei stato una cura. Tu sei un bene prezioso. Dirò sempre peste e corna di te, ma guai: GUAI a chi ti tocca.
Un lungo inverno pieno di difficoltà. Un lungo inverno fatto di tormenti, d'affanni...una solitudine: intimissima. Troppi lutti. Angosciosi silenzi.
Un morire lento, un dondolare stanco... battezzato ogni giorno dagli occhi ipocriti di chi mi circondava... una solitudine ripeto, intima.
Oggi sono, peggio di ieri. Un crogiolo di cordoglio. Un vaso di cristallo rotto e male incollato. Mica facile rimettere insieme il cristallo!
E proprio oggi, l'onta più orribile. E no, tesoro, non è colpa tua.
Le tue colpe son state altre.
Eppure tu, così sensibile, tante volte hai tenuto occhi e orecchi chiusi. Tante volte, mi chiedevo, come può non sentire, come può non sentire quest'urlo?! La disperazione...che contepla tante me. Le ha costeggiate tutte...le ha invase e inquinate...ed era tutto lì, davanti a te.
Dovessi scegliere, abiterei isolata, dentro di me. Di contro invece, nasce in me, una continua e costante necessità di avere accanto persone reali. Elette...intellettualmente fervide, oneste.
Ah...l'onestà. Pare sia l'ipocrisia del secolo!
Pensa solo a quante volte abbiamo discusso per le tue bugie bianche...anche quando non erano rivolte a me. Perchè a prescindere, io provo nausea per la falsità...perchè per me, il fine non ha mai giustificato il mezzo.
Pare che, io, realmente non sia adeguata a questa umanità. Non è il mio tempo...ma dicono che l'ho scelto. Mi dicono che non ho gambe...E senza gambe, dove posso andare?
Soffro molto, soffro con una stupidità irritante, dettata da una sensilità eccessiva. Ma non ho fatto niente per esser così.
Vorrei tuttavia esser capace di mascherare e, alla fine rido di me, perchè non mi travesto nemmeno a Carnevale!
Io ti voglio bene.
Il mio affetto per te è diventato qualcosa di protettivo e materno. E mi fa di un male... Non è nato così. Ma forse hai voluto che diventasse così. Forse il nostro modo d'amare, era semplicemente incompatibile... Non lo so.
No so più niente.
Alle volte, vorrei avere due braccia in più, solo per abbracciarmi. Per sentire meno questo senso di solitudine e questo profondo dolore.
Sappi solo, che il mio bel sorriso è l'unica maschera che riesco ad indossare. Piangerei ininterrottamente. Ma odio la commiserazione e detesto questa mia fragilità.
Ma..., potrei mai avere occhi e mani diverse dalle mie?
Potrei mai avere gioie che non siano portate da un amore sincero?
Oggi, ho subito un'umiliazione grande. Un'onta che non sarà condivisa.
Non ci voglio pensare.
Fosse possibile cancellare tutto, tornare indietro, morir bambina. Se a tre anni confesso di aver tentato il suicidio...mi crederesti?
Chi mi crederebbe?
Io c'ero.
Anche Manu c'era...è stata lei a chiamare mamma.
Meglio che smetta di scrivere.
A mio modo, questo affetto, va ben oltre il termine amore. Poteva valere una gamba, un braccio...poteva valere, ma, non sono tua madre e questo amore non è di mia competenza.
Amore mio dolce, mio bellissimo bambino con gli occhi pieni di gioia come un campo di girasoli... Non smetterò mai di volerti bene, perchè al di là di qualsiasi mancanza e solitudine, so che se il tuo cuore puro avesse potuto, mi avrebbe protetta.
Ti abbraccio,
Francy
dicembre 19 2007
Ci sono persone che come lumache lasciano scie di dolore...
dicembre 12 2007
15/08/07
Vorrei le tue parole
- incenso nell'aria -
intrecciate, come le dita dei piedi.
Pelle che carezza pelle e,
s'incontra, Le dice.
Vorrei le tue parole
come un passo che fa il girotondo
ed uguale e inverso si spiega.
Vela! gonfiati d'energia
e spingimi, oltre...
12/08/07
Esclusiva libertà
di non differire mai da cio' che si è.
Non essere per apparire,
ma apparire in essere.
Così d'improvviso
avviene d'essere riconosciuti.
Perchè c'è chi,
nel dualismo si è perso,
e smarrendo se stesso
è rimasto apparenza.
Mentre c'è chi,
riconosce in te
ciò che non ha,
il coraggio e l'orgoglio
d'essere: sè.
dicembre 7 2007
La poesia, è tante cose.
Non è una semplice forma d'arte, non è elementare espressione di cuori turbati, nè può esser ridotta ad uno sfogo momentaneo o, ad una sequenza di parole distratte...
Il mio poeta, il poeta del mio cuore si chiama Neftalì Ricardo Reyes. Lui, al di là di qualsiasi disquisizione politica, ha avuto un talento superiore nel parlare dell'amore. Per questo a lui, e solo a lui sinora, si lega in un triplice nodo il mio cuore...e io non trovo, non trovo bellezza più grande delle sue parole.
Ora desidero, informare qualcuno. Perchè "Voglio che Lui sappia una cosa"...magari mai la leggerà...ma se inciampasse proprio qui, è giusto che legga...eppoi rilegga...e che tenga bene a mente.
E visto che IO, non uso le parole per adescare...ma le peso, e le pondero...vorrei, schiaffeggiarti, per ogni singola puttanata che hai reso in parole. So che l'universo esaudirà il mio desiderio.
Se tu mi dimentichi...
Voglio che tu sappia
una cosa.
Tu sai com'è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio' che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
Pablo Neruda
dicembre 6 2007
Due parole in croce per il Maschio Vile...sccccch...E' sempre una questione di qualità!
Io sono:
Ordito
Trama
Stoffa...
SETA
Bruciate i fili...SETA!!!
