Mashima

maggio 14 2009

Abat-jour


Silenzio e mani, obbligate al silenzio
educati i gesti in scortesi pensieri.
La pelle è viso, e i fiori non scrivono
non sanno dire.

Percorrere strade e milioni d'anime in fuga da sè
ne rincorri una, ed è sempre dietro di te.
Più veloce o immobile?
Più veloce e immobile!

Silenzio e mani obbligate
a restituire immagini perchè tutto torni
perchè ogni senso abbia la sua ricompensa.
Ed il colore sporca senza riposo.

Sei lì, più veloce di me che mi agito
più veloce di me, in fuga con migliaia d'anime.
Sei sempre lì poggiato,
come un mobile inaccasato al suo muro,
un tappeto ingabbiato alle sue mattonelle.
Un abatjour d'indecente bellezza:
spento.
Le mie mani non sanno tornare indietro,
e la notte è un filo, una luce, un click.